"Senza pietà delle viscere sue" - articolo di direttore generale della compagnia "Rosjurconsulting", esperto della Società Europea di Procreazione e Embriologia Konstantin Svitnev.

4° Congresso internaziona-le "Questioni attuali di procreazione medicalmente assistita (problemi e soluzioni)": Regolamenta-zione giuridica della procreazione assistita in Russia e all'estero

Notizie

8/07/2008

Nell’estate 2008 a Krasnodar una donna di 45 anni, non sposata, ha “messo al mondo” una figlia “surrogata”. I funzionari dell’ufficio anagrafe di comune di Prikuban’, nonostante la mamma surrogata avesse firmato tutti i documenti necessari previsti dalla legge, hanno rinunciato la registrazione della bambina, argomentando che la sua madre legittima è la donna che l’ha portata in grembo e partorita. A titolo di compromesso le autorità hanno proposto alla committente di adottare la propria figlia. Sulle raccomandazioni dei legali di “Rosjurconsulting” specializzati sui diritti riproduttivi dei cittadini la donna ha avviato la causa sull’affermazione della propria maternità. Però il conflitto fu risolto ancora nella fase preliminare. Dopo aver studiato i documenti i funzionari dell’ufficio anagrafe hanno riconosciuto l’attrice come madre legittima della neonata, senza arrivare alla sentenza giudiziaria. Il giudice del tribunale della zona Elena Berejinskaya che aveva l’incarico ha attirato l’attenzione dei funzionari dell’ufficio anagrafe sul fatto che con le loro azioni hanno violato la legge. In particolare il giudice ha notato che bisogna trattare l’argomento non in base alla lettera ma in base allo spirito della legge, tenendo conto degli interessi della madre e del bambino e non agire secondo il principio “l’importante che non succeda niente di sbagliato”. Non è possibile sopravalutare il significato dell’accaduto per le migliaia di donne single russe con grande voglia di maternità. E la prima volta nella storia della giustizia russa che lo Stato attraverso il tribunale ha preso le parti della persona non vincolata dal matrimonio nel proprio diritto di procreazione per mezzo del programma di maternità surrogata. Bisogna precisare che il tribunale russo si è attenuto a quanto stabilito dalle clausole della convenzione Internazionale sulla difesa dei diritti e libertà personali, firmata nel 1950 dall’URSS, precisamente dagli articoli 8, 12 e 14 che bandiscono ogni forma di discriminazione.


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